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27 | 01 | 2012
Flash News
PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

Sono state ufficializzate le quote e il programma per il pellegrinaggio in Terra Santa.

Il pellegrinaggio si terrà dal 2 al 9 Novembre.

Dal seguente link è possibile scaricare in formato PDF  la lettera ricevuta dalla Presidenza della sezione Romana Laziale.

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Unitalsi Sottosezione Sora Aquino Pontecorvo
UNITALSI In Terra Santa per illuminare la Verità della Fede con la Verità della Storia.  
Scritto da MARIANI FRANCO   

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L’ Unitalsi di Sora ha  ripetuto il proprio pellegrinaggio in Terra Santa anche per andare  incontro al desiderio di alcune persone in difficoltà che volevano ripetere questa importante esperienza.  Questa volta,  disponendo di un pullman attrezzato , che la Presidenza Nazionale dell’UNITALSI ha opportunamente messo a disposizione dei disabili che vogliono recarsi in Terra Santa, le  difficoltà affrontate sono  state notevolmente inferiori.         Anche il superamento delle barriere, esistenti nei diversi luoghi visitati, è stato più agevole grazie alla buona volontà ed all’abnegazione dei giovani volontari presenti, cui va un plauso ed un grazie riconoscente da parte di tutti.         Arrivati a Tel Aviv   alle ore 13,40,  ove siamo stati accolti dalla guida Haitam , un cristiano palestinese  di Betlemme, colto, preparato  e capace, ci siamo  subito portati  ad Haifa  da dove, attraverso la Via Stella Maris , siamo saliti sul Monte Carmelo, presso il Convento di Santa Maria del Carmelo. Qui abbiamo partecipato alla S. Messa di apertura del Pellegrinaggio e  visitato la Grotta d Elia. In questo luogo si ricordano, in particolare, la conquista del  Monte da parte da Giosuè; la  sua assegnazione  alla Tribù Issacar; la manifestazione  del vero Dio attraverso il miracolo del fuoco sull’altare eretto da Elia; l’affermazione del monoteismo contro l’idolatria del culto di Baal; ed il miracolo della pioggia che fece cessare la lunga siccità.                Abbiamo poi proseguito per Nazareth. Questa città, ai tempi di Gesù non  solo non doveva essere importante, ma doveva anche essere considerata  negativamente  se Natanaele  poté  esclamare : “ Cosa mai può venire di buono da Nazaret?”.                    Qui, invece, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio ad annunciare a Maria il concepimento di Gesù. Qui Maria, ancorché ragazza, evidenziò la  sua determinazione, la sua maturità e la sua sicurezza accettando, senza riserve, senza bisogno di consigliarsi con alcuno (cosa che qualsiasi ragazza della sua età avrebbe fatto) lo  straordinario evento cui fu stata chiamata,   dicendo: “Sono la serva del Signore. Avvenga di me secondo la sua volontà”. Qui Gesù abitò  e crebbe in età,  sapienza e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini  finché non la lasciò per iniziare la sua vita pubblica, andando ad abitare a Cafarnao, un centro abitato al nord del mare di Galilea. A Nazaret tornò due volte.  Una quando, nella sinagoga, usando espressioni del profeta Isaia, proclamò solennemente la sua missione . L’altra  quando i suoi concittadini, pieni di sdegno per  il suo rifiuto di compiere gesti miracolosi,  lo cacciarono fuori dalla città.               A Nazaret abbiamo visitato e contemplato la Basilica dell’Annunciazione. Per compierne i lavori di fondazione, negli anni 1955/59, fu compiuta un’accurata esplorazione archeologica di tutta la zona entro la quale si erano succedute  le varie costruzioni nell’intento di giungere  fino alla  roccia. Fu demolita  la chiesa francescana e portato alla luce i tracciati della chiesa crociata, che era più grande dell’attuale. Se ne possono osservare i resti davanti alla basilica e le tre abside dietro l’abside attuale. Sotto la chiesa crociata furono messi in luce  i pavimenti e le strutture della chiesa bizantina. Sotto i pavimenti, levati i mosaici che li coprivano, furono rinvenuti capitelli ed altri blocchi di pietra lavorata appartenenti ad un edificio religioso preesistente.                  Padre Bagatti, l’archeologo che ha diretto i lavori, ha affermato   che  i reperti appartengono ad una sinagoga  anteriore alla chiesa bizantina  e che tale costruzione racchiudeva grotte e silos, del I e II  secolo, circondanti la grotta attuale che appariva, in tal modo, centro di venerazione in quanto furono trovati intonaci con graffiti riportanti simboli caratteristici quali una croce cosmica e l‘iscrizione in caratteri greci XE Mapia, cioè Ave Maria..               Dopo la celebrazione della Santa Messa abbiamo  osservato le bellezze della Basilica che è composta da una chiesa inferiore  e da una chiesa superiore. Quella inferiore è  incentrata, in una mistica penombra,  attorno alla Sacra Grotta dell’Annunciazione. Si osservano, in particolare,  la Sacra Grotta, l’altare centrale delle celebrazioni, la cappella dedicata all’arcangelo Gabriele,  la cappella dedicata ai SS. Gioacchino ed Anna e  la grotta di Conone, c.d. dal mosaico ritrovato sul luogo  che riportata il nome del diacono di Gerusalemme, cui si fa risalire il merito  della costruzione bizantina. La chiesa superiore è dominata da una cupola, alta 40 metri,  in cui si osservano l’altare maggiore con  un grande mosaico, ispirato alla tradizione  teologica francescana  di Maria, mediatrice di grazia,  ed alla proclamazione  conciliare   di Maria, Madre della Chiesa; e le due cappelle laterali dedicate  una al  SS. Sacramento   e l’altra   all’Ordine Francescano, Custode di Terra Santa.         La chiesa dell’Annunciazione è collegata alla chiesa di San Giuseppe, che incorpora la casa di Giuseppe,  o della famiglia di Gesù.  Qui abbiamo osservato  i sette gradini  che conducono al fondo della vasca, che stanno a simbolo dei sette doni dello Spirito Santo; il fondo della vasca, segnato  dal pavimento a mosaico,   molto semplice, con le sei caselle in cui è suddiviso,  indicanti i cori degli angeli;  e la pietra incastonata sul pavimento, a simbolo di Cristo stesso,  quale pietra gettata dai costruttori.          Abbiamo poi  visitato la Fontana della Vergine; la chiesa greco ortodossa, dedicata  a S. Gabriele ,che incorpora la sorgente  che alimenta la stessa fontana  ed il pozzo nel cui coperchio è inciso il saluto dell’angelo;  l’oratorio francescano,  nel quale è conservato un masso, dalla rudimentale  forma di una tavola, che una leggenda indica come il luogo in cui Gesù  abbia mangiato con gli apostoli in occasione di un suo ritorno nella città natale; la  sinagoga  frequentata da Gesù anche quando, durante   la sua vita pubblica, vi  ritornò: “un sabato, entrato nella sinagoga  e letto un testo di Isaia, proclamò solennemente  davanti ai suoi concittadini la sua funzione di Messia”..         Nel pomeriggio trasferimento al Monte Tabor, luogo della trasfigurazione di Gesù : “ Il suo volto brillò come il sole  e le sue vesti divennero candide come la luce” … una nube luminosa lo avvolse  .. e  una voce  diceva:” Questi è il mio figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo.”         Scesi dal Monte Tabor, abbiamo raggiunto Cana con visita al Santuario della Mediazione di Maria  e rinnovo delle promesse matrimoniali da parte delle coppie presenti.       Venerdì 4 novembre, visita al lago  di Tiberiade con veduta della riva Nord,  nella quale ebbe luogo buona parte del ministero di Gesù. Qui vi fu la chiamata dei primi discepoli; il paralitico calato dal tetto; la resurrezione della figlia di Giairo; la guarigione di un servo del centurione che aveva fatto costruire la sinagoga. Qui pronunciò il discorso delle beatitudini, qui avvenne la moltiplicazione dei pani e dei pesci; qui vi fu il conferimento del primato a Pietro. E qui camminò sulle acque.        Giunti a Cafarnao, abbiamo partecipato alla S. Messa, officiata da don Pasqualino,  nella chiesa realizzata sul luogo in cui esisteva la casa di Pietro, e già dai primi cristiani trasformata in luogo di venerazione e di culto. Abbiamo potuto osservare  anche l’antica città di Cafarnao, che  il tempo aveva cancellato e sommerso, riportata alla luce solo il  secolo scorso da parte degli archeologi Padre  Gaudenzio Orfani e Padre Vigilo Gorbo.       Abbiamo poi visitato la sinagoga ed i resti archeologici, stipati nel piazzale circostante. I sondaggi effettuati  sotto alcuni punti del pavimento dell’attuale sinagoga, che risale al V secolo, rivelano tracce di abitazioni  risalenti al primo periodo romano. I padri archeologi, continuando instancabilmente i lavori di ricerca, sono giunti alla conclusione che la sinagoga costruita dal centurione romano  e frequentata da Gesù,  è sotto l’attuale e che se ne  può intravedere il basamento, in pietra basaltica, lungo le basi dell’attuale.               Nel pomeriggio visita a Tabgha, deformazione araba della parola greca  Heptapegon, cioè sette sorgenti.                La località, che  è racchiusa in un’ampia cinta di mura, si adagia  sui bordi del lago, sulla destra della strada che da Tiberiade porta a Cafarnao. In questo luogo sono ambientati gli episodi evangelici  del discorso della montagna, della moltiplicazione dei pani  e dei pesci, della pesca miracolosa e del conferimento  del primato a Pietro.               La pellegrina Egeria, che ha visitato il luogo nel 380 d.C., ce ne da una descrizione: “Non lontano da Cafarnao, si vedono dei gradini di pietra sopra i quali stette il Signore. Ivi pure sopra il mare  vi è un prato ricoperto d’erbe.. accanto sette fontane ciascuna delle quali manda acqua in abbondanza. Fu in questo campo che il Signore   saziò il popolo con cinque pani e due pesci. Veramente la pietra sulla quale  il Signore pose il pane  è stata ridotta ad altare, dalla quale i pellegrini staccano pezzetti che usano con giovamento  della loro salute.”.                 Poi trasferimento sul Fiume Giordano, fiume nel quale Giovanni Battista battezzò Gesù,  per il rinnovo delle Promesse Battesimali.                 Sabato 5, trasferimento, in pullman, a Kumran , sito archeologico  di un celebre complesso monastico degli Esseni, monaci  consacratisi  all’austerità ed all’ascetismo  e che vivevano  nella più stretta osservanza  della  Legge Mosaica. Fiorirono nel primo  secolo a.C. e scomparvero circa un secolo dopo. Il sito è   situato sulla riva occidentale del Mar Morto, circondato  da burroni scoscesi  con, ad Ovest, un’imponente parete rocciosa con grotti. In una di queste , nel 1947, un beduino  trovò casualmente  delle giare, una delle quali conteneva dei rotoli di cuoio  che furono poi riconosciuti come manoscritti ebraici risalenti all’anno  100 a.C.   e contenenti il testo completo di Isaia, un commentario del profeta Abacuc ed una copia completa della regola della comunità stessa. Successivamente, in altre undici grotti furono ritrovati  rotoli manoscritti di circa 600 volumi  biblici ed extrabiblici, di cui una decina quasi completi.      Tale scoperta è stata definita dall’ONU la più importante scoperta del XX secolo: trovare rotoli dell’antico testamento, trascritti cento anni prima della nascita di Cristo, e riscontrarne piena identità  con i testi dell’A.T. della Bibbia non può che avere un valore storico-scentifico inestimabile.      Poi trasferimento al Mar Morto,  posto ad oltre 400 m. sotto il livello del mare   e profondo circa 450 metri. Per effetto della costante evaporazione, scende di circa un metro l’anno, per cui, se non vi saranno cambiamenti  climatici, è destinato al suo  prosciugamento        Da qui ci si è portati a Gerico, la più antica e la più bassa  città del mondo. Fu la prima città Cananea conquistata e distrutta da Giosuè  quando il muro cadde al suono delle sue trombe. Qui abbiamo  anche potuto osservare un sicomoro sicuramente simile a quello in cui si trovava arrampicato Zaccheo  al passaggio di Gesù..                                Nel pomeriggio vista del Monte in cui Gesù passò 40 giorni nelle ristrettezze più totali ed in cui fu oggetto di tentazioni da parte di Satana.     Poi partenza per Betania con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa  dedicata alla Casa di Lazzaro. In questa città Gesù, oltre ad aver operato il miracolo della risurrezione  di Lazzaro, fu anche ospite, per diverse volte, nella casa di Lazzaro, di Marta e di Miriam.       In serata arrivo a Betlemme che si trova a 9 Km a  sud di Gerusalemme, a 777 m sul livello del mare ed a 1170 m.  dal livello del Mar Morto, che dista  circa 20 km in linea d’aria.       Domenica 6 visitata della Basilica della Natività e della omonima  Grotta con l’altare dei Magi,  la Mangiatoia, l’Altare della Natività con sotto una lastra di marmo sormontata da una stella d’argento e l’iscrizione latina: “ Qui dalla Vergine Maria è nato Gesù” .               Abbiamo anche visitato la grandissima Grotta di San Giuseppe  con l’altare dei  Santi Innocenti.               La grotta è congiunta, tramite  un cunicolo, alla Grotta della Natività  e ad un’altra grotta ove sono situate le tombe di Eusebio di Cremona , di Paola e di Eustochio, rispettivamente successore e seguaci   di San Gerolamo, la tomba dello stesso San Gerolamo ed altra Grotta a lui intitolata          Questi, già sacerdote,   giunse a Betlemme  nel 386 d.C.  Per oltre 30 anni il Monaco visse nella solitudine, tutto dedito alla vita ascetica , intraprendendo anche la grande opera della traduzione  della Sacra Scrittura  direttamente dall’originale ebraico, lavorando prevalentemente di notte quando un rabbino gli procurava i sacri rotoli di nascosto, essendo gli ebrei gelosi delle cose sacre.             Gerolamo, prima di recarsi a Betlemme, aveva fondato sull’Aventino, a Roma, un circolo ascetico frequentato anche da nobildonne romane, tra cui  Paola e sua figlia Eustochio, discendenti degli antichi Gracchi, le quali, abbandonato tutto, lo seguirono in Terra Santa.                 Qui fu affidato loro il cenobio delle Vergini. Paola morì nel 403 ed  Eustochio nel 417. Gerolamo morì invece nell’anno 420  e fu sepolto anche lui presso la Grotta della Natività.             Il luogo di sepoltura di Paola ed Eustochio è testimoniato dal Santo stesso nella cui vita si narra che lui medesimo abbia provveduto a scavarsi un sepolcro vicino alle due discepoli.              Successivamente abbiamo visitato la Basilica intitolata a  Santa Caterina. La chiesa sorge  sui resti dell’antico monastero di San Gerolamo. Sul lato Sud del Chiostro è stata scoperta una cappella crociata nella quale abbiamo celebrato la S. Messa.             .             La  basilica è stata intitolata a Santa Caterina di Alessandria, vergine e martire, venerata dalla Chiesa Cattolica, da quella Ortodossa e da tutte le chiese che venerato i santi.                Caterina, una nobile egiziana,  molto bella, in occasione dell’insediamento  ( 305 d.c.) ad Alessandria d’Egitto, del governatore romano, Massimo Daia,  si presentò al palazzo  e non solo si rifiutò di fare sacrifici agli dei, ma, al contrario,  chiese   al governatore  di riconoscere Cristo come redentore dell’umanità.               Il Governatore incaricò un gruppo di oratori perché la  convincessero ad onorare gli dei. Non solo non la convinsero, ma fu lei a convertirli al cristianesimo. Gli oratori furono tutti condannati a morte ed uccisi e, dopo l’ennesimo rifiuto, anche lei fu condannata  ed uccisa.       Nel pomeriggio  visita Ain Karem, località distante 150 km da Nazaret  ed a 8 da Gerusalemme, che ricorda la casa di Elisabetta, la visita della Madonna ed il luogo natio di Giovanni Battista , il  coraggioso precursore di Gesù  che, anziché piegarsi ai voleri di Erode e con lui banchettare, ebbe l’ardire di dirgli   “Non ti è lecito giacere con la moglie di tuo fratello”, venendo, per questo, messo a morte mediante la decapitazione.       Data la vicinanza di  Ain Karem con Kumram ( 20 Km in linea d’aria), data la lunga vita nel deserto di Giovanni Battista  (deserto di Giuda che incorpora lo stesso Kumram), e data la sua preparazione e la sua determinazione, molti  teologi  non escludono che Giovanni Battista possa aver avuto  contatti con gli stessi monaci di Kumram e che ivi si sia formato alla loro scuola.       Lunedì  7  novembre , finalmente siamo entrati a Gerusalemme. Qui, durante la mattinata, abbiamo visitato il Monte degli Ulivi; l’Edicola dell’Ascensione: luogo in cui i discepoli videro Gesù per l’ultima volta ed in cui Gesù  disse loro: “Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dl mondo”; il Chiostro  del Pater Noster, in cui sono conservate lapidi che riportano la preghiera  del Signore in più lingue;  la Dominus flevit, ove il Signore Pianse:” quando fu vicino, alla vista di Gerusalemme, pianse su di essa, dicendo: “ Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per  te in cui i tuoi nemici di cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte, abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai conosciuto il tempo in cui sei stata visitata.”;                             Abbiamo poi visitato la Basilica  dell’Agonia; la Grotta del Tradimento; la Tomba di Maria;  il Getzemani.               Nel pomeriggio visita al  Monte Sion ed  al Cenacolo: struttura a più piani comprendente, al piano inferiore, la Sala della Lavanda dei piedi, ora sinagoga; la Stanza della Tomba di Davide con  il Sarcofago vuoto e la nicchia in direzione del Tempio; al piano superiore la Sala del Cenacolo e la Cappella della Discesa dello Spirito Santo.                Molti sono gli episodi evangelici   legati al Cenacolo. Ricordiamo in particolare la lavanda dei piedi degli apostoli; l’ultima cena con l’istituzione dell’Eucaristia; l’apparizioni del Risorto quando si è mostrato agli Apostoli ivi riuniti; la seconda apparizione quando era presente anche Tommaso; la Pentecoste; il primo concilio convocato da San Paolo e da San Pietro per decidere se ammettere, o meno, i non circoncisi, cioè i pagani, al Battesimo; e l’elezione di Mattia. Fu, in pratica, la prima sede degli apostoli                   A  seguire, poi, visita al Muro del Pianto e spianata delle Moschee.                    Quando Erode fece ricostruire il  Tempio ( 20-19 a.C.) realizzò un’immensa spianata  sostenuta da un muro a secco, fatto da giganteschi massi di pietra squadrati,  ampliandone notevolmente  il perimetro.                    Per realizzare la grandiosa opera, assunse  10.000 operai,  e, per  lavori proibiti ai laici,  fece apprendere il mestiere di muratore a 1000 sacerdoti.                    Il tempio  era costituito esternamente dai  portici, che delimitavo l’intera zona del tempio;  da un grosso cortile e  da una balaustra,  che delimitava la zona centrale, nella quale si trovava  il tempio vero e proprio,  costituito  dall’ atrio delle donne, dall’ atrio dei sacerdoti con la  conca per le abluzioni, l’altare per gli olocausti ed il luogo per le macellazioni; e dal  santuario  che,  a sua volta, era costituito da un vestibolo, dall’ ambiente detto santo e da altro ambiente detto santo dei santi.        Nel luogo santo vi era  il candelabro d’oro, a sette braccia e la mensa d’oro per i pani della Presenza,  in mezzo il piccolo altare d’oro dove si bruciava l’incenso; nel luogo  detto santo dei santi completamente oscuro e  vuoto in quanto l’arca dell’alleanza non esisteva più, vi entrava solo il sommo sacerdote  un volta l’anno, nel giorno dell’espiazione, mentre nel luogo santo  entravano ogni giorno  i sacerdoti sorteggiati per bruciare l’incenso.          Questo tempio fu ritenuto una delle meraviglie della Gerusalemme di Erode.  E questo fu il tempio esistente al tempo di Gesù, ma, come Gesù stesso aveva predetto,  intorno al 70 d.C.  i romani lo rasero al suolo,  furono  salvati  solo il candelabro a sette bracci, la tavola  dei pani e le trombe sacre. Dopo  la seconda insurrezione, domata dai Romani nel  135 d.C.,  Gerusalemme fu trasformata in una città pagana e sull’area sacra del Tempio ,  vennero erette  due statue: una in onore di  Adriano e l’altra in onore di  Giove Capitolino. E’  da allora che gli ebrei  si sono esclusi  dall’area dell’antico Tempio  tanto che un ordine preciso del Grande Rabbinato ne vieta l’accesso a tutti gli ebre in quanto si tratta di un luogo sacro in stato di profanazione.       Da allora gli ebrei si  recano a pregare sul muro occidentale  del santuario  ritenuto cuore dell’ebraismo sia per ragioni storiche che religiose. Innanzi tutto esso è parte integrante del Monte Moria che la tradizione ebraica identifica  con il paese di Moria e con il luogo  dove Abramo  legò il figlio Isacco in procinto di immolarlo   a  Dio . Poi perché  a monte di quel muro è i punto dove Davide trasportò l’Arca dell’Alleanza, segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo.  Quando poi Salomone  costruì il Tempio nell’area sovrastante, l’Arca venne a trovarsi adiacente proprio al muro occidentale   del Santuario. Da qui l’idea, per gli ebrei, di una santità speciale di questo luogo,  mentre la  sovrastante spianata è sacra anche per i Mussulmani in quanto, secondo la tradizione coranica, dalla roccia che spunta dalla spianata, corrispondente alla vetta del  monte Moria, Maometto era asceso al cielo.  Nel 638  d.C,, quando Gerusalemme si arrese al califfo Omar, questi  fece costruire una moschea che poi, nel 685 d.C., cioè  circa 50 anni dopo, sullo stesso luogo,  il califfo Abd el-Malik  lo ampliò costruendo la grande moschea.           Dopo la  spianata delle moschee ed il Muro del Pianto  abbiamo visitato la chiesa San Pietro in Gallicantu   e casa di Caifa. Qui si osservano un complesso di grotte che rappresentano delle abitazioni al tempo di Cristo; una di queste ha la forma di una prigione e vuolsi essere il luogo in cui fu tenuto prigioniero Gesù dopo il suo arresto  e dopo il sommario processo da Anna e Caifa, in attesa di essere condotto da Pilato.  In questa Grotta, che è la più profonda  ed è raggiungibile attraverso dei cunicoli, sulla roccia vi sono impressi simboli cristiani, tra cui alcune croci  non visibili ad occhio nudo  ed evidenziabili  solo da macchine fotografiche digitali munite  di  flash.               Martedì 8, abbiamo iniziato con la visita  alla Chiesa di San Anna e alla Piscina Probatica, che deve il suo nome alla vicinanza  di una porta della città detta porta delle pecore.               In questa piscina è anche, tra l’altro, ambientato  il miracolo di Gesù  che guarisce il paralitico  cui dice: Alzati. Prendi il tuo lettuccio e Cammina!”                 Sono ben visibili i canali di scolo delle acque, le cisterne ed i resti archeologici dell’antica chiesa costruitavi nel V secolo dai bizantini e dai crociati successivamente. La chiesa fu costruita al posto dei bagni pubblici e del tempio  al dio della medicina, fatti costruire  dall’Imperatore Adriano per la nuova città di Aelia Capitolina, nel tentativo di cancellare  i ricordi giudaici e cristiani.                 La Chiesa di Sant’Anna, invece,   è una chiesa crociata  edificata sul luogo indicato da antica tradizione  come il luogo di nascita di Maria.                Dalla navata di destra della  chiesa una scala conduce  alla cripta ove i crociati localizzano l’abitazione di S. Anna e S. Gioacchino.                La cripta è formata da antiche grotti e quella centrale è dedicata a Maria Bambina.              Gioacchino ed Anna erano una coppia sterile. Anna aveva un origine sacerdotale che veniva fatta risalire fino a Davide, mentre Gioacchino, uomo giusto e generoso, era un pastore molto ricco e con tante pecore. Ogni volta che si presentava al Tempio per l’offerta di animali per il sacrificio al Signore veniva deriso e respinto dal Gran Sacerdote perché ritenuto indegno in quanto non benedetto da Dio con la prole. Una volta Gioacchino vi rimase così male da rifugiarsi nel deserto con tutto il suo gregge, lamentandosi e pregando intensamente il Signore che se avesse avuto un figlio lo avrebbe donato Tempio. Così fece anche Anna, rimasta in città, angustiata e  dispiaciuta per l’offesa ricevuta dal suo sposo. Il Signore ascoltò questa coppia e così nacque Maria. Mantennero la promessa  e donarono la Bambina al Tempio. Qui la Madonna crebbe in preghiera ed in santità. Arrivata all’età di 13 anni, essendo donna, non poteva più stare nel tempio. Il Gran Sacerdote convocò tutti gli scapoli della regione invitandoli a portare anche il loro bastone dicendo loro che il titolare del bastone su sui sarebbe  nato un germoglio, avrebbe avuto Maria in sposa. Sul bastone di Giuseppe spuntò un germoglio  ed ebbe Maria in Sposa anche se Giuseppe si vergognava un po’ per la notevole differenza di età.           Giuseppe si portò la ragazza a Nazaret facendola abitare in una casa vicina alla sua nell’attesa che essa compisse quattordici anni per potersi sposare.             A seguire abbiamo visitato la Fortezza Antonia ove attualmente si trova la Chiesa della Flagellazione ( una parte della colonna su cui Gesù fu legato durante la flagellazione, si trova nella cappella del  Santissimo Sacramento  all’interno della Basilica del Santo Sepolcro) nel cortile di fronte si osserva  la Cappella della Condanna. Qui abbiamo iniziato la Via Crucis che è proseguita per tutta la Via Dolorosa fino alla Basilica del Monte Calvario.                  Ai tempi di Gesù questo luogo altro non era che una grossa cava di pietre, posta all’esterno delle mura della città e nei pressi della porta di acceso alla città stessa. In un punto della cava, la pietra  era  scadente per cui era stata scartata così che si era creata  una  collinetta.. Proprio su   questa piccola altura  furono crocifissi  Gesù ed i due ladroni.               Il luogo era stato scelto in quanto ben visibile da coloro che entravano ed uscivano dalla città. Il posto fu subito metà di ardenti pellegrinaggi  da parte dei primi cristiani, ma Erode il Grande e  l’imperatore Adriano, nell’intento di cancellare ogni traccia che riconducesse a Gesù, allargarono le mura della città , inglobandovi  la  cava, trasformandola, poi, in un terrapieno su quale eressero il Foro di Aelia Capitolina con tempietti votivi a divinità pagane.                Nel 325, Costantino il Grande e sua madre S. Elena, rimossero il tempio pagano,  e riportarono il luogo allo stato dei tempi di  Gesù.  Di questo ce ne da memoria anche il Pellegrino di Bordeaux (333 d.C.), che, nella sua visita a Gerusalemme, ricorda  di aver visto la collinetta del Golgota  su cui il Signore fu crocifisso e, a un tiro di sasso, la tomba su cui il suo corpo fu deposto.                 Successivamente Costantino  provvide ad erigervi la Basilica della Risurrezione. I lavori furono diretti da sua madre, S. Elena, che, nel corso degli stessi,  in una specie di cisterna, rinvenne tre croci. Un miracolo  permise di individuare quella appartenente a Gesù: un moribondo riacquistò la salute ed un morto risuscitò a contatto con il santo legno.  Frammenti del Santo Legno si trovano in varie parti del Mondo. Uno di questi si trova a Roma nella Basilica di S. Croce in Gerusalemme.               Nel corso dei secoli successivi il luogo è stato più volte danneggiato e sempre ricostruito fino a giungere alla Basilica  attuale.                               Entrati nella Basilica, attraverso  una ripida scaletta, siamo saliti al Calvario, più alto di circa 5 metri rispetto al pavimento  della chiesa .  Esso è diviso  in due cappelle. La prima  appartiene ai Latini ed è chiamata Cappella della Crocifissione.  L’altare  è  dominato da un mosaico che ricorda la scena della crocifissione ed altro mosaico  raffigurane il sacrificio di Isacco che prefigura, nell’A.T., il sacrificio di Cristo.  Sulla parte destra si nota una finestrella che indica il luogo di accesso a S. Calvario all’epoca crociata. Un piccolo altare alla Madre Dolorosa  e due colonne  separano la cappella della crocifissione dalla cappella del Calvario di proprietà dei greci ortodossi. Sullo sfondo vi è la grande scena di Cristo Crocifisso. L’altare sorge direttamente  sopra la roccia del Calvario. Sotto l’altare un disco d’argento aperto  al centro, indica il luogo dove venne infissa  la croce di Cristo.  Emozionante e  coinvolgete è inserirvi  la propria  mano e toccare la pietra sicuramente intrisa del  Sangue di Gesù.                 Scendendo dalla Cappella del Calvario, si incontra la Pietra dell’Unzione sulla quale, come dice il Vangelo ( Gv 19,38), prima di deporlo nel sepolcro,   “  Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo presero il corpo di Gesù  e lo avvolsero in bende con oli aromatici, com’è usanza di seppellire presso i Giudei”,                Continuando  diritto verso il grande mosaico, si osserva un piccola edicola in rame d’orato che copre una pietra rotonda detta La pietra delle tre Marie . Essa ricorda  le pie donne che assistevano Gesù morente, Mt 27,55: Cerano molte donne che avevano seguito Gesù dalla Galilea, tra queste Maria di Magdala, ,Maria la madre di Giacomo e Giuseppe e  la madre dei figli di Zebeteo”          Continuando, si giunge  all’Edicola  del Santo Sepolcro. L’interno dell’edicola è diviso in due parti: la prima parte corrisponde al vestibolo della tomba, che è detta anche   Cappella dell’Angelo. Essa si trova immediatamente dopo l’entrata. A centro vi è una bassa colonna e, sotto, un vetro che custodisce il pezzo originario della pietra rotonda che chiudeva il sepolcro.  Qui, alle e pie donne, che erano andate, di buon mattino, a pregare sulla tomba di Gesù, l’Angelo del Signore disse: “ Non abbiate paura! So che cercate Gesù il Crocifisso. Non è qui. E’ risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto.”            Attraverso una piccola ed angusta porta, si accede alla stanza sepolcrale. Qui un banco di marmo ricopre la roccia originale sulla quale era stato deposto il corpo di Gesù dalla sera del Venerdì Santo al mattino di Pasqua..            Uscendo dal  Santo Sepolcro si incontrano molto cappelle  tra cui quella della prigione di Gesù,  nella quale  fu tenuto prigioniero in attesa che fossero approntate le croci del supplizio e giungessero sul posto anche i due ladroni; quella   di Longino, il soldato romano che  gli trafisse il costato da cui sgorgò acqua; quella della divisione delle vesti; la cappella d San Elena.            Alla cappella di San Elena si accede scendendo una lunga scalinata. Al centro della cappella vi è l’altare ad essa dedicato, mentre sulla sinistra vi è l’altare dedicato  S. Didimo, il buon ladrone, crocifisso insieme a Gesù. Sulla destra, scendendo ulteriormente, da altra scalinata, si giunge alla  cappella  dedicata al Ritrovamento della Croce di Gesù, dove un piccola cancellata in ferro indica il punto esatto del ritrovamento del Patibulum.      Risaliti sul piano della Basilica a sx . si incontra la Cappella degli Improperi, cioè il luogo  che ricorda gli insulti  al passaggio di Gesù; avanzando ancora si incontra la cappella di Adamo, dalla  quale si osserva  la roccia del Calvario con una spaccatura irregolare verticale  che dal 4° secolo è indicata  come il segno del terremoto seguito alla morte di Gesù.          Avendosi esaurito il tempo preventivato per questa visita, la Guida ci invita ad uscire per partecipare alla S. Messa, presieduta sempre da don Pasqualino, che viene celebrata in una cappella crociata situata alle spalle della Cappella del SS. Sacramento e raggiungibile attraverso la sacrestia e percorrendo un lungo corridoio.          Mercoledì 9, visita al Campo dei Pastori con celebrazione della Santa Messa di chiusura del pellegrinaggio, presieduta sempre dal brillante don Pasqualino              Neppure questa volta è mancata la visita alla casa Hogar Ninos Dios,  gestito dalle Suore del Verbo Incarnato,che ospita 25 bambini disabili (abbandonati dalle istituzioni e dalle rispettive famiglie)   per la consegna dei doni  e delle offerte in denaro.               Don Mario, del Patriarcato Latino di Gerusalemme e portavoce della Casa, ci ha fatto visitare la nuova struttura,  realizzata  anche con il supporto dell’UNITALSI.              Don Mario ci ha anche fatto presente  che i bambini hanno bisogno, oltre che del sostentamento, soprattutto  di cure mediche e di supporti fisioterapici e psicologici; che il costo di tutto questo si aggira intorno ai 9.000,00 Euro mensili;  che, non avendo alcun aiuto da parte delle istituzioni locali, la casa si regge esclusivamente con le offerte che arrivano dall’Italia; che, pertanto, è assolutamente necessario sensibilizzare le persone di buona volontà ed organizzare durature adozioni, facendoci presente che se, per esempio, 300 persone si privassero di un euro al giorno e lo offrissero alla casa Hogar Ninos Dios, tutte le spese verrebbero coperte.             Qui è terminato il nostro pellegrinaggio in Terra Santa, un pellegrinaggio che ci ha cambiati,ci ha formati, ci ha schiuso l’intelletto alla conoscenza vera e profonda del Vangelo.             Tanti, come si è visto, sono stati i luoghi visitati e tanta è stata l’emozione nell’entrarvi. Un grande desiderio di riconoscenza e di gratitudine non solo nei riguardi delle persone che ci hanno spinto a ripetere il pellegrinaggio in Terra Santa, ma soprattutto verso coloro che hanno dato tutto per mantenere in vita e conservare la memoria di questi Santi Luoghi, dai primi Cristiani, a  l’Imperatore Costantino, a sua madre, S. Elena, a S. Gerolamo, ai Crociati ed ai Francescani. E’ soprattutto grazie a loro se noi, oggi, possiamo prendere cognizione di questo inesauribile tesoro di notizie e di reperti storici, archeologici e religiosi corroboranti la nostra Fede e la nostra certezza della presenza di Cristo Redentore dell’Umanità, per usare la terminologia di S. Caterina di Alessandria.               Immutato rimane il desiderio di tornarvi ancora per ulteriormente capire, per approfondire, per scoprire, per gustare e per  continuare ad illuminare la Verità della propria fede con la verità della Storia.

 
Sulle Sue orme… Ricordi dal pellegrinaggio U.N.I.T.A.L.S.I. in Terra Santa dal 2 al 9 novembre 2011.
Scritto da Administrator   

303160_2147208645773_1413019074_31830495_727213448_nCome si realizza un sogno? Insieme!
Questa la consapevolezza al termine di un viaggio che giorno dopo giorno ci ha mostrato la sostanza della fede cattolica e la concretezza dell’aiuto reciproco.
Fin dal primo giorno, con l’arrivo alla Chiesa del Monte Carmelo, là, dove il profeta Elia ebbe la visione di Maria, tutti noi ci siamo sentiti chiamati a guardare più in là, oltre gli affanni quotidiani. 
Ed il secondo giorno, ripercorrendo le orme di Maria e Giuseppe a Nazareth abbiamo vissuto la semplicità di una famiglia chiamata al compito più grande, accogliere il Figlio di Dio che avrebbe poi pregato in quella semplice Sinagoga in cui nessuno lo avrebbe riconosciuto come il Cristo.
E poi con lui sul Monte Tabor per vivere con Pietro, Giacomo e Giovanni l’emozione  Trasfigurazione e la voglia di fare tre tende…ma c’è ancora molto cammino da fare.
Quindi  dritti verso Cana a celebrare il primo miracolo e la volontà di alcune coppie di rinnovare le promesse matrimoniali.

Il giorno dopo il battesimo nelle acque del fiume Giordano, un forte richiamo alla purificazione spirituale, e Cafarnao, dove abbiamo vedere i luoghi dove si compì il miracolo del paralitico calato dal tetto e guarito da Gesù.
Lì si è fatto vivo il senso della missione dell’ U.N.I.T.A.L.S.I, l’aiuto al malato, l’aiuto all’altro, come per quell’infermo che non sarebbe potuto stare al cospetto del Cristo se non grazie all’aiuto di chi lo calò.
Poi Tabga con la chiesa del primato di Pietro e quella del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e nella stessa giornata la traversata in battello del Lago di Tiberiade.
E lì, forti dell’ appoggio reciproco, abbiamo sentito il dolce richiamo del Signore che, invita noi, come Pietro, a non aver timore delle acque agitate ma a star certi del Suo sostegno.  
 E poi la bellezza del Monte delle Beatitudini per far nostre le certezze del Discorso della montagna.

Il giorno successivo le bellezze del Mar Morto e Qumran per scoprire la vita degli Esseni.
E poi Gerico e Betania, per sentirsi come Marta e Maria davanti al Cristo.
E l’arrivo a Betlemme, per cominciare dal giorno successivo a scoprire i luoghi della nascita di Cristo.
E lì farsi piccoli non solo nel corpo per passare sotto la porta dell’umiltà .
E nel pomeriggio visita del Santuario della Visitazione a Ein Karem e S. Giovanni, per ricordare la visita di Maria alla cugina Elisabetta. 
Ed in serata la visita della casa di accoglienza per bambini Hogar Nino Dios di Betlemme.
Nessuno potrà scordare né la dolcezza dei bimbi né quella delle suore e di Don Mario che si prodigano per aiutarli.

Ed il giorno dopo, Gerusalemme, il cuore del nostro pellegrinaggio,  La visita della Città Vecchia,  i luoghi dell’ascensione e dell’agonia,  Visita del Monte degli Ulivi, Cappella del Pater Noster, Getzemani.
 il muro del Pianto, la  Chiesa della Dormizione di Maria, il Cenacolo,i luoghi della prigionia di Gesù ed il Gallicantus, che ricorda il tenace rinnegare di Pietro ed il suo amaro pianto.
Tutto questo portando nel cuore la gratitudine per il sacrificio di Cristo.
Ed il giorno dopo visita alla Basilica Probatica.
E qui ci è arrivato quasi l’eco del ringraziamento del paralitico.
Quello di cui tante volte avevamo letto nel Vangelo, che attendeva da trentotto anni ma non riusciva a bagnarsi nell’acqua considerata miracolosa.
Veniva sempre preceduto da qualcuno ma poi venne guarito  da Gesù, venuto per sanare corpi ed anime.
E poi la Via Crucis e l’immersione nella bellezza abbacinante del Santo Sepolcro. 
Con tante immagini negli occhi ed emozioni nel cuore abbiamo vissuto nell’ultimo giorno l’umiltà dei pastori nel campo di Betlemme e l’incredulità davanti all’orrore rievocato dal Museo dell’Olocausto.

Questa è solo una breve cronaca, frammenti di immagini, certo molte cose avrò scordato di dirvi ma le porto tutte con me.
Spero che le potrete leggere nel mio sguardo quando ci rincontreremo, sarà il mio modo di dire grazie a chi ha condiviso questa esperienza con me.
Altrimenti non sarebbe stato possibile.


Annalisa  Gabriele

 
Quote Nazionali Pellegrinaggio "Bambini in missione di Pace" Roma 14/16 Ottobre 2011
Scritto da Administrator   

Sono state ufficializzate le quote per il pellegrinaggio "Bambini di Pace".

Il pellegrinaggio si terrà dal 14 al 16 Ottobre.

Dal seguente link è possibile scaricare in formato PDF  la lettera ricevuta dalla Segreteria della sezione Romana Laziale.

http://dl.dropbox.com/u/17156343/Lettera%20quote%20RM.pdf

 
LORETO - CONGRESSO EUCARISTICO 2011
Scritto da Administrator   

dal 3 all’11 settembre p.v. nella Diocesi di Ancona – Osimo si svolgerà il 25° Congresso Eucaristico Nazionale e tra i diversi incontri programmati, il Comitato Organizzatore presieduto da S. E. Mons. Edoardo Menichelli, ha voluto dedicare martedì 6 settembre ad una giornata di riflessione sulla fragilità, riservando questa giornata alla partecipazione, in particolare, dei malati e dei diversamente abili.
Questo incontro si svolgerà a Loreto - luogo privilegiato di grazia e di consolazione - ed avrà come tema “L’Eucarestia – presenza di misericordia per la fragilità” con inizio alle ore 8,00 con la S. Messa celebrata in Basilica dal nostro Assistente Nazionale S. E. Mons. Luigi Marrucci, a seguire la Lectio Divina e sul Sagrato della Basilica l’incontro-testimonianza sul tema della malattia e della disabilità coordinato dal Presidente Nazionale Salvatore Pagliuca e dall’ex Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Paola Bignardi. Dopo altri intensi momenti, la giornata si concluderà con la benedizione dei malati prevista per le ore 16,00.
E’ sicuramente un evento eccezionale al quale la nostra Associazione non puo’ e non deve mancare per tanti motivi, legati anche al luogo a noi molto caro, ma soprattutto perchè l’Eucarestia è da sempre il centro di tutte le celebrazioni dei nostri pellegrinaggi, è il cuore della nostra Associazione ed è il sostegno di tutti i nostri soci ed in particolare dei fratelli ammalati e disabili.

 

Di seguito potete trovare il PDF con la lettera ricevuta dalla Presidenza Nazionale.

http://dl.dropbox.com/u/17156343/congresso%20eucaristico1%202011.pdf

 
UNITALSI:· terminate attività primavera estate 2011
Scritto da MARIANI FRANCO   
1Sotto l’accorta  regia della nuova presidente  della Sottosezione  UNITALSI Sora Aquino Pontecorvo,  Ins. Marina Folcarelli, eletta a tale  carica il giorno 16 gennaio scorso,   sono terminate   le manifestazioni messe in calendario per il periodo primavera estate  in favore dei disabili del territorio.

Le  iniziative sono state veramente tante. Ci limitiamo a ricordare le principali come la celebrazione  della Giornata Mondiale del Malato presso la chiesa  S Restituta a Sora, presieduta  dal nostro Vescovo Mons. Filippo Iannone , che ha registrato una partecipazione di oltre mille  fedeli ; la mini-giornata di fraternità a Collecarino; la giornata di fraternità  a Pontecorvo presso la Biblioteca Comunale; la giornata di fraternità ad Aquino presso i locali Mattia; la giornata  di fraternità di Roccadarce presso l’autostello Comunale; la giornata di fraternità a S. Donato V. C. presso le scuole elementare ; la giornata di fraternità di Isola del Liri; la giornata di fraternità a Morino (AQ);  la   manifestazione a San Pietro per la beatificazione del Papa Giovanni Paolo Secondo; il 24esmo Soggiorno Estivo a Sora , nel Rione San Rocco, ove sono stati assistititi, notte e giorno, per oltre 10 giorni, circa 70 disabili, di cui oltre 40 su sedie a rotelle; il  Pellegrinaggio a Lourdes  con i Pullman che registrato la  partecipazione di circa 170 persone, di cui 25 su sedia a rotelle;   e tante altre  manifestazioni ludico ricreative ed incontri di formazione spirituali con i propri assistenti.

Quest’anno a Lourdes, malgrado a 45 giorni dalla partenza vi fossero per il treno di maggio  adesioni che superavano le 400 unità, si è stati costretti ad andarvi in Pullman. .

La Sezione Romana Laziale ha deciso di sopprimere il treno  di maggio in quanti i due treni di aprile  avevano iscrizioni per circa 700 unità, mentre la soglia minima era di mille.

Così facendo  sperava che una parte delle adesioni del treno di maggio anticipasse il proprio pellegrinaggio  ad aprile e coprisse  ,sia pure in parte, le perdite, che si stimavano in circa 100.000euro.  Poi, alla fine, così non è stato, se non in minima parte, in quanto era  pressoché impossibile decidere di partire in una decina d giorni.

E’ doveroso chiarire il significato di TRENO BIANCO.

I pellegrinaggi dell’UNITALSI vengono definiti “TRENI BIANCHI” e gli unitalsiani “Quelli dei Treni Bianchi”, perché il treno assume come colore predominante il bianco in quanto il colore predominante dell’UNITALSI è il bianco, così come bianca  è la vettura principale  dei treni unitalsiani, cioè la barellata, ovvero la vettura attrezzata per portare 36 persone barellate.

Treno bianco non ha altro significato che questo.  Anche i treni  delle varie tifoserie che spostano i tifosi al seguito delle squadre di calcio, giornalisticamente vengono indicati  con i colori delle varie squadre in virtù dei colori che assumono di volta in volta le varie tifoserie: treno biancazzurro, treno bianconero, treno giallorosso ,etc:

Indi, per le altre organizzazioni dei pellegrinaggi e/o di turismo religioso non avendo la  prevalenza del colore bianco, non ha senso definirli  Treno Bianco.

Quanto poi alla soddisfazione del calo delle adesioni ai pellegrinaggi organizzati dall’Unitalsi da parte di qualche  devoto di Lourdes  e/o di esperti unitalsiani, si ricorda loro che non si rende un buon servizio alla Madonna di Lourdes e/o alla Chiesa fare concorrenza sleale all’UNITALSI.

Portare a Lourdes un disabile costa molto di più che portarvi una persona autosufficiente.

A  volte, in treno, in un gruppo di sei posti, non si possono mettere più di due o tre persone per svariate patologie.  Ed anche coloro che viaggiano in attrezzato hanno un costo di circa 200 €. in più rispetto ai normali viaggiatori.

Anche a Lourdes il disabile ha bisogno di maggiori spazi, di bagni, stanze e sale mensa molto più ampie  e l’UNITALSI  per adeguare questi spazi alle esigenze dei disabili si è accollata enormi costi che ovviamente devono essere  ammortizzati con  congrui ricarichi sulle varie quote.

E, pur costando il disabile molto di più dell’autosufficiente, sia  per il trasporto che per il  soggiorno a Lourdes, l’UNITALSI per loro mantiene le quote molto più basse del reale costo, riversando la differenza sulle quote dei pellegrini autosufficienti, per cui questi ultimi, oltre a pagare la loro quota, contribuiscono anche a quella dei disabili..

Ma i pellegrini, per l’UNITALSI, non sono importanti solo per questo. Essi divengono anche serbatoio inesauribile di nuovi volontari per i successivi pellegrinaggi sopperendo  alla fisiologica carenza e/o  defezione di volontari che, per varie ragioni, non possono più partecipare.

E’ necessaria un’ulteriore precisazione sulle quote  praticate dall’UNITALSI.

Malgrado sulla formazione della quota di partecipazione al pellegrinaggio ricadano i costì aggiuntivi testé  evidenziati, costi aggiuntivi di circa 140 € procapite, se si calcola la quota media, si nota che essa è inferiore rispetto a quella praticata da  altre associazioni.

Oggi i pellegrinaggi dell’UNITALSI, a causa della carenza dei pellegrini autosufficienti,  sono composti per il 45% da malati e disabili, per in 35  di volontari e  solo per il  15-20%  da  pellegrini, per lo più parenti degli stessi disabili.

Se quest’anno fossimo  andati in treno, queste sarebbero state le quote:

malati €. 515,00; volontari disagiati €. 510; altri volontari €. 610,00, pellegrini €. 640,00.

Dunque  malati 210x515, volontari disagiati 100x510, altri volontari 80 x 610, pellegrini 110x 640  =  [(210x515)+(100x510)+(80x610)+(110x640)]:500 = 278350:500 =  quota media €.556.7.

Indi, malgrado un ricarico di oltre €.150,oo  procapite, la quota media praticata dall’Unitalsi  sarebbe stata  inferiore a molte altre organizzazioni.

Andandovi in Pullman  la quota  è stata per tutti i €. 525,00.

Tanto solo  per fare chiarezza  e stoppare le inutili chiacchiere  di coloro che, invece di venirci a dare una mano, preferiscono perdersi in un inutile inquinamento acustico.

Un grazie sentito e di  vero cuore a tutti coloro che continuano, malgrado tutto, a prestare la loro opera ed il loro servizio, a favore delle persone che più di altri, hanno bisogno di sentirsi l’amore di Gesù e della sua Chiesa vicino.

 

- Franco Mariani -

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