| 25.10.2009 : UN PELLEGRINAGGIO FORMATVO ED ARRICCHENTE A SAN GIOVANNI ROTONDO |
| Pellegrinaggi Minori |
| Scritto da MARIANI FRANCO |
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Anche quest’anno abbiamo effettuato il tradizionale pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo. Il 25 ottobre siamo, infatti, partiti in 90, di cui 15 amici della prima fila e 20 volontari. I timori della vigilia di non poterlo fare per il maltempo e per la mancanza di adesioni, si sono diradati come nebbia a sole. Il giovedì precedente ho chiamato diverse volte l’Agenzia Sabrina di Cassino dapprima per disdire il pullman, poi per chiederne uno da 25 posti, successivamente per chiedere quello di 36 ed infine per chiedere il più grande che aveva, cioè quello da 56 posti. Siamo partiti alle ore 6,15 e, dopo la consueta sosta all’Autogrill, siamo giunti a San Giovanni Rotondo alle ore 10,20 circa. Alle ore 11,30 abbiamo partecipato alla Santa Messa . Pur non essendo numerosi, abbiamo ugualmente riempito tutto lo spazio riservato agli amici della prima fila, facendo da corona e da ornamento al Grande Altare. La nostra presenza alla celebrazione Eucaristica, che, come si sa, è fonte e culmine della nostra fede, del nostro essere cristiani, è stata sobria ma intensa e partecipata. L’anziano sacerdote, che l’ha presieduta, è stato, nell’omelia, efficace e formativo. Dopo la Santa Messa, visto che il pranzo al ristorane ci era stato fissato per le ore 14,15, la Sig.ra Palma, la delegata nazionale dell’UNITALSI per San Giovanni Rotondo, ci ha fatto una bella sorpresa. Anziché farci fare la Via Crucis, così come noi avevamo programmato l’evolversi della giornata, ha preteso che visitassimo, sotto la sua ciceroniana guida, la nuova cripta, cioè quella destinata, nel futuro, ad accogliere il corpo di San Pio. Non so quanti di noi sapessero dell’esistenza di questa Cripta. Io non lo sapevo, per cui, almeno per me, è stata una coinvolgente sorpresa. Si tratta di un monumentale ciclo di mosaici: 2.500 metri quadrati con milioni di tessere colorate e 10 chili d’oro trasformati in sottilissime lamelle a ricoprirle. “Questi mosaici sono una lezione magistrale di teologia”, così si è espresso Benedetto XVI il 21 giugno scorso, visitando e benedicendo lo straordinario ciclo di mosaici che ricopre interamente la rampa e la cripta. Qualcuno l’ha definita la Cappella Sistina del Gargano e “ E’ un pezzo di cielo” ha esclamato lo stesso Santo Padre. “Viene illustrato il percorso dell’Uomo Nuovo, ci ha spiegato la Signora Palma. San Francesco e San Pio sulla rampa, per sfociare nella visione beatifica: la vita di Gesù nella cripta, il pilone della chiesa centrale all’interno del quale dovrebbe essere collocata l’urna di Padre Pio. Nella colonna si apre una fenditura, la ferita del costato di Cristo. Il padre gesuita Marko Ivan Rubnik, che ha realizzato l’opera, unitamente ad altri collaboratori di fama mondiale, e che tra le altre sue opere annovera la copertura della Cappella Redemptoris Mater in Vaticano, la facciata della Basilica del Rosario a Lourdes e della Chiesa della Santissima Trinità a Fatima, nella realizzazione della cripta si è ispirato ad una frase di padre Pio del 1915: “Confidate e sperate nei meriti di Gesù e così anche l’umile argilla diverrà oro, oro finissimo da risplendere nella reggia del re dei cieli. Padre Marko, trasformando l’oro degli ex voto, circa 10 chilogrammi, in sottilissime lamelle, ha rivestito l’argilla d’oro “ Nella Cripta – dice - c’e il Cristo della gloria ed il Cristo della storia. Fra i due si estende la mano della santità di Dio. L’oro è il simbolo della santità di Dio che si estende sul mondo. Cosa vede san Pio nella gloria di Dio? Un santo non può che essere immerso in questa luce. La cripta è il tentativo di raffigurare il luogo di chi vive nella santità di Dio”
I 10 chili d’oro sono stati sprecati, “Padre Pio questo non lo avrebbe voluto”, ha azzardato qualcuno. La verità invece è che padre Mirko ha cercato di realizzare un concetto espresso proprio da Padre Pio.
D’altra parte, basta leggere il Vangelo ( Gv.12): “Maria allora, presa una libra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi d Gesù e li asciugò con i suoi capelli e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda Iscariota….. disse: “ Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?” …. Gesù allora disse: “ Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri, infatti, li avete sempre con voi, ma non sempre avete me.”
Grazie, veramente di cuore a chi, ancora una volta, con enormi sacrifici, anche economici, ha reso possibile questo arricchente Pellegrinaggio.
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